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Capitolo 3: Una sedia riparata

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Capitolo 3 di 3
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Sabato Elena arrivò con dieci minuti d’anticipo. La sedia era tornata vicino alla finestra. Sotto la seduta, una striscia di legno chiaro mostrava dove Carlo l’aveva riparata.

Ada entrò poco dopo, stringendo il quaderno verde. Alla stazione aveva saputo del ritrovamento e Carlo era finalmente riuscito a raggiungerla tramite una vecchia amica comune. Le lettere si erano perse dopo un cambio di indirizzo. Il resto lo aveva fatto la stanchezza: a volte rispondere sembrava richiedere una spiegazione troppo lunga.

«Non volevo tornare soltanto per raccontare perché ero sparita», disse Ada. Carlo indicò la sedia. «Allora cominciamo dal libro.» Non ci furono grandi discorsi. Elena capì che era il modo più gentile di lasciare a una persona il tempo di rientrare.

Leggevano un racconto breve. A turno, ciascuno sceglieva una frase da commentare. Quando toccò a lei, Elena parlò di una porta lasciata socchiusa. Ada sorrise e appoggiò il quaderno sul tavolo, questa volta bene in vista.

All’uscita, Carlo chiese chi sarebbe tornato il sabato successivo. Si alzarono cinque mani. La promessa sulla prima pagina non aveva risolto ogni cosa, ma aveva trovato un luogo in cui ricominciare. Elena riprese il treno con il suo libro nella borsa e, per la prima volta da mesi, un appuntamento che non aveva fretta di cancellare.